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2026年8月・11月東京開催声楽マスタ―クラス

2026年8月・11月東京開催声楽マスタークラス。イタリア・オペラの伝統を学び、受け継ぐレッスンを受講しませんか?

2026年8月・11月東京声楽マスタークラス【聴講生募集】

聴くだけでも、声は変わります。注目のソプラノ歌手リーディア・フリードマンを育てたパオレッタ先生の声楽レッスンを、日本で聴ける貴重な機会。東京8月開催、現地・オンライン聴講生募集中です。

バルバラ・フリットリ/ソプラノ・リサイタル【2027年3月21日(日・祝)】

世界が認めたイタリアの声が、鹿児島へ。
奇跡の4日間、その幕開けは、
バルバラ・フリットリ ソプラノ・リサイタル。2027年3月21日 14時開演

バルバラ・フリットリ&カルロ・ボスキ|声楽マスタークラス

日本初開催
バルバラ・フリットリ&カルロ・ボスキ 声楽マスタークラス
2027年3月22日〜24日 鹿児島国際大学

イタリア語ディクション講座 | 2026年9月スタート

「オペラは言葉から」—イタリア語の正しいディクションを徹底的に実践し、「話すように歌う」への扉を開く講座。

機能解剖学から学ぶ歌手専用エクササイズ講座|2026年10月開講

高音で首・肩に力が入る。ブレスが浅く、長いフレーズが続かない。本番になると身体がガチガチになる。原因は、発声テクニック以前の「身体の使い方のクセ」にあるかもしれません。筋肉・筋膜・骨格の動きを解剖学から解説し、理論とエクササイズがセットで学べる歌手専用の全24回講座を開講します!

機能解剖学から学ぶピアニスト専用エクササイズ講座|2027年1月開講

ピアニストの身体もまた「楽器」です。演奏テクニック以前の「身体の使い方のクセ」を、解剖学の理論とエクササイズで根本から見直す全24回講座です。肩・腕・手首の脱力から体幹の支え、ペダリングを支える足の裏の感覚まで全身を網羅し、控室でそのまま使える本番直前ルーチンも学べます。

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2026年8月・11月東京開催声楽マスタ―クラス受講生募集中

DEBUSSY ILLUMINATO DAL SOL LEVANTE

Ci sono mode che diventano manie virali.
Il nostro tempo ne è pieno: siamo immersi in deliziosi bisogni superflui.
A volte, per fortuna, queste epidemie sono tutt’altro che dannose. Anzi, ci aprono gli occhi su mondi sconosciuti.

E’ il caso della passione sfrenata per l’arte giapponese che infiammò l’Europa fra ‘800 e ‘900: il “Giapponismo”.
Capofila, manco a dirlo, furono Parigi e la Francia tutta.
Qualche numero? Fra 1870 e 1881 (undici anni di attività), il maggior antiquario parigino vendette 157.000 stampe giapponesi. E, naturalmente, la concorrenza non fu da meno…
Vale a dire che ogni salotto rispettabile della Ville Lumière, esibiva a decine le opere di Hokusai, Hiroshige, Utamaro o Kunichika.

Scuola di Hokusai, Corteo dell’ambasceria coreana di fronte al monte Fuji, Xilografia, 1840 ca.

Tutto cominciò nel 1856, con l’importazione di alcuni disegni (Manga) di Hokusai: un piccolo assaggio per la grande abbuffata dei decenni successivi.
Nelle due esposizioni universali del 1889 e del 1900, gli stand giapponesi fecero registrare un’affluenza straordinaria e le merci nipponiche divennero le più ambite sul mercato delle opere d’arte.
Un passatempo diffuso fra i letterati francesi: scrivere un breve pensiero autografo su un Kakemono (pittura su seta da appendere alle pareti) e tenerlo esposto nei salotti, per testimoniare la propria adesione al “giapponismo”.


Annotazioni firmate di scrittori su un Kakemono. (Pierre Loti, Élémir Bourges, e altri)

Un’appassionante gara opponeva i maggiori artisti del tempo nel collezionismo delle stampe giapponesi. Monet, Manet, Beaudelaire e, non ultimo, Claude Debussy, sono nomi di spicco fra le decine di fanatici dell’Ukio-e (“Il mondo fluttuante” ).
L’arredamento, le stoffe, gli abiti, le decorazioni, l’architettura, il collezionismo, tutto parla quella lingua allusiva e simbolica del Sol Levante.
Bestseller dell’epoca fu lo splendido romanzo Madame Chrysanthème di Pierre Loti (1888), storia di un lungo soggiorno dell’autore (con matrimonio temporaneo!) in Giappone. Il libro fu anche la prima fonte di ispirazione per Madama Butterfly di Giacomo Puccini (1904).


Pierre Loti, Madame Chrysanthème, prima edizione, 1888

A questo apprezzamento dell’inafferrabile del “mondo fluttuante” si ispirò, con geniale originalità, Claude Debussy.
Certo, non fu il solo: nel 1871, Camille Saint-Saëns aveva già composto La Princesse jaune, melodramma in cui il giovane protagonista delira in fantasie amorose di fronte alla xilografia di una principessa giapponese.
Ma Debussy fu senz’altro l’autore più vicino allo spirito allusivo dell’arte nipponica.
I caratteri vaghi, misteriosi ed evocativi delle opere orientali ebbero un influsso decisivo sul suo stile.
L’uso delle scale per toni interi, così abituali nella musica giapponese, segnò il linguaggio originale e rivoluzionario di molte sue composizioni. Una delle opere orchestrali più celebri, La Mer, espone in copertina un particolare della celeberrima Grande Onda al largo di Kanagawa di Hokusai. E, ancora, il suo infervorato collezionismo di stampe giapponesi, si riflette in Estampes, raccolta di tre brevi gioielli pianistici, di cui il primo è intitolato (guarda un po’…) Pagodes.


Claude Debussy, La Mer. Trois esquisses symphoniques pour orchestre. Copertina della prima edizione, 1905

Ma, più in generale, fu il gusto simbolista della cultura giapponese a segnare indelebilmente la produzione di Debussy.
Sho-Cho, il termine giapponese per “simbolo”, significa “rappresentare in una certa forma qualcosa di più vasto”. Un concetto caro a Debussy e ai poeti che lo ispirarono: Charles Beaudelaire, Paul Verlaine, Stéphane Mallarmé.
Basti pensare ai titoli di alcuni suoi brani: Passi sulla neve, Apparizione, Notte di stelle, Riflessi nell’acqua, E la luna discende sul tempio che fu, ecc.
E poi considerare quanto la sua musica viva di allusioni, suggerimenti, continue variazioni tematiche e sfumature timbriche infinite.
Insomma, nelle antiche tradizioni di un oriente remoto, Debussy trova la chiave per rinnovare, con assoluta genialità, il linguaggio musicale europeo.


Claude Debussy

E ne fu ampiamente ripagato con un’accoglienza trionfale in Giappone. Nel 1925, pochi anni dopo la sua morte (1918), il pianista Henri Gil-Marchex presentò alcune opere di Debussy a Tokyo: il successo fu enorme e praticamente tutti i giovani compositori nipponici dichiararono il proprio debito all’arte eterea e carnale del Maestro francese.


Claude Debussy, Pagodes. Pianoforte: Aldo Ciccolini

Per chi fosse interessato a questo periodo straordinario di contatti fra Europa e Oriente, consiglierei la visita di due mostre attualmente in corso:
a Rovigo (http://www.palazzoroverella.com/mostra/giapponismo/) e a Milano (https://www.mudec.it/ita/impressioni-d-oriente/).
Che felice coincidenza!😊

Un caro saluto amici, per ritrovarci al più presto.
Carlo Boschi
info@lemuse.or.jp

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